Bambù, legno o plastica? Come scegliere gli accessori per il bagno

Bambù, legno o plastica? Come scegliere gli accessori per il bagno

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La mattina in bagno facciamo quasi tutto in automatico: prendiamo lo spazzolino, ci sistemiamo i capelli, rimettiamo ogni cosa al suo posto. Difficilmente ci fermiamo a pensare ai materiali degli oggetti che tocchiamo.

Eppure, quando arriva il momento di sostituire una spazzola o un porta spazzolini, una domanda vale la pena farsela: il bambù è un’alternativa migliore al legno e alla plastica?

Ha caratteristiche interessanti. Ma per scegliere bene bisogna guardare oltre il suo aspetto naturale.

Il primo vantaggio nasce dalla pianta

Il bambù non è un albero: è un’erba dalla crescita particolarmente rapida. È proprio questa caratteristica a renderlo interessante come materia prima alternativa al legname.

Il volume scientifico Bamboo: The Plant and its Uses, curato da Walter Liese e Michael Köhl, descrive la rapidità di crescita come uno dei suoi tratti distintivi e ne approfondisce gli utilizzi.

La velocità con cui una risorsa si rinnova è importante. Non significa, però, che appena cresciuto il bambù sia già pronto a diventare un accessorio: crescita, maturazione e preparazione del materiale sono fasi diverse.

Il vantaggio, quindi, è reale, ma non si traduce automaticamente in «qualsiasi prodotto in bambù è meglio di qualsiasi prodotto in legno».

Rispetto alla plastica, che cosa cambia?

Pensiamo al manico di una spazzola: realizzarlo in bambù anziché in plastica permette di ridurre la plastica impiegata in quella parte dell’oggetto.

È un cambiamento concreto, senza bisogno di attribuirgli proprietà miracolose.

Bisogna però osservare il prodotto completo. Una spazzola con manico in bambù può avere setole sintetiche; un porta spazzolini può contenere inserti, colle o rivestimenti. La presenza del bambù non rende automaticamente l’intero accessorio privo di plastica.

Per questo una descrizione chiara della composizione è più utile di una confezione verde con la scritta “eco”.

La lavorazione conta quanto il materiale

Il bambù non passa direttamente dalla pianta al nostro bagno. Deve essere preparato per l’uso.

Nel capitolo dedicato alla conservazione e all’essiccazione, Liese e Tang spiegano che l’umidità influenza la resistenza al degrado biologico e le successive lavorazioni, come incollaggio e verniciatura.

Non possiamo quindi dare per scontato che sia sempre più semplice da lavorare del legno. E nemmeno che tolleri qualsiasi condizione solo perché è naturale.

Per un accessorio da bagno, le indicazioni di cura sono una parte della scelta: poterlo pulire, asciugare e mantenere correttamente aiuta a usarlo nel tempo.

E quando arriva il momento di buttarlo?

Qui serve evitare una scorciatoia: “naturale” non significa “va nell’umido”.

La composizione dell’oggetto, gli eventuali trattamenti e le regole locali di raccolta determinano come conferirlo. Non basta leggere “bambù” per sapere se un accessorio finito sia compostabile.

Prima di smaltirlo, controlla le indicazioni del produttore e del servizio di raccolta del tuo Comune. Anche la fine della sua vita merita la stessa attenzione dell’acquisto.

La scelta migliore parte da quello che hai

Se il tuo porta spazzolini funziona, non serve sostituirlo per avere un bagno dall’aspetto più sostenibile.

Quando invece devi cambiare qualcosa, il bambù è un’alternativa da considerare: può sostituire parti in plastica e proviene da una pianta dalla crescita molto rapida.

Guarda però l’oggetto intero: composizione, provenienza, cura e durata attesa. L’obiettivo non è comprare qualcosa che sembri naturale. È scegliere qualcosa di utile, da non dover ricomprare dopo poco.

Quando sarà il momento di sostituire un accessorio, puoi esplorare la selezione bagno di Arricreo. Senza rifare tutto: una scelta alla volta.

Fonti bibliografiche

Liese, W. e Köhl, M. (a cura di), Bamboo: The Plant and its Uses, Springer, 2015.

Liese, W. e Tang, T. K. H., Preservation and Drying of Bamboo, nello stesso volume, pp. 257–297.

Il testo si basa sulla presentazione editoriale e sull’abstract pubblico del capitolo, non sulla consultazione integrale del libro.

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